Un’isola che diventa palcoscenico diffuso, una kermesse capace di intrecciare musica e paesaggio, memoria e contemporaneità. Torna «Time in Jazz», lo storico festival ideato e diretto da Paolo Fresu che nel 2026 taglia il traguardo della sua trentanovesima edizione con un programma ampio e multiforme, dedicato a Miles Davis nel centenario della nascita. Il titolo scelto, Kind of Blue, omaggia ovviamente il capolavoro del 1959 ma diventa anche filo conduttore di un progetto che attraversa jazz, arti, letteratura e territorio.
Un’analisi dettagliatissima della vita e delle opere di Miles: «Lo sviscereremo non solo in musica ma anche nella letteratura e nell’arte, nell’ambiente e nel cinema, nella formazione e nella società, abitando luoghi straordinari attraverso una riflessione attenta e sinergica con i territori che, nel solstizio d’estate e a ferragosto, divengono jazz club e teatri all’aperto», sottolinea Fresu. «Con oltre settanta eventi e con centinaia di artisti provenienti da tutte le latitudini del mondo proveremo a raccontare ciò che Miles avrebbe voluto essere e ciò che noi oggi siamo nel raccogliere la sua semina».
Il festival si sviluppa in due momenti distinti, una prima parte a giugno, dal 19 al 21, e la consueta lunga traversata estiva dall’8 al 16 agosto, attraversando Berchidda e numerosi altri centri del settentrione isolano. Una scansione che consente a «Time in Jazz» di respirare con il territorio e di abitarlo, trasformando piazze, campagne, pinete, chiese campestri e spiagge in luoghi di ascolto e condivisione.
La tranche di giugno prende forma a Berchidda, nello spazio di Sa Colte ’e su Oltiju – Sa Casara, ex caseificio che da anni ospita il cuore organizzativo del festival. Qui, il 19 giugno, l’apertura è affidata a «Il battito del jazz», un incontro-concerto che mette in dialogo due figure storiche della batteria italiana, Gegè Munari e Gianni Cazzola, con Paolo Fresu, tra racconto, memoria e trasmissione di saperi, seguiti dal concerto con giovani musicisti. La serata si apre con il Peppe Spanu Trio, progetto che muove tra rock e jazz contemporaneo. Il giorno successivo, il 20 giugno, è dedicato ad Antonello Salis, protagonista di un incontro che culmina con il Premio alla Carriera, seguito dalla voce di Casadilego e dalle sonorità senza confini dei Gaia Cuatro, quartetto che attraversa geografie e linguaggi tra Argentina e Giappone. Il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, la musica si intreccia alla riflessione e al racconto con le atmosfere di Mario Ganau, la presentazione del podcast «Qualcosa di Miles» con Paolo Fresu, e il progetto Lùmia di Ilaria Porceddu ed Emanuele Contis, prima del concerto del trio di Enrico Pieranunzi, uno dei pianisti più autorevoli della scena europea. A chiudere le serate, i dj set di Dj Chris.
La formula più tradizionale del festival si ripropone poi in agosto, quando «Time in Jazz» entra nel vivo della sua programmazione con oltre settanta appuntamenti. Il palco centrale di Piazza del Popolo a Berchidda accoglie alcune delle serate più attese, a partire dall’11 agosto con Kind of Miles di Paolo Fresu, spettacolo teatrale e musicale dedicato all’universo di Davis. Il giorno successivo salgono sul palco la giovane trombettista Matilde Gori, cui viene conferito il Premio Biorepack, e il norvegese Nils Petter Molvær con la ripresa live dello storico album Khmer. Il 13 agosto è la volta di Bugge Wesseltoft, in una versione totalmente solista di Am Are, seguito dal produttore tedesco Apparat. Il 14 agosto vede protagonisti Theon Cross e Nicholas Payton con i Butcher Brown, mentre il Ferragosto berchiddese del 15 agosto è animato prima dal Fabrizio Bosso Quartet e poi dalla festa affidata ai Kokoroko.