Musica
Al via il Farnese Festival con “Oratorio Santa Clotilde” di Francesco Corselli (1705-1778), sul podio a dirigere Europa Galante, Fabio Biondi
di Grazia Lissi
Ideata nel 1761 sotto il dominio di don Filippo di Borbone, duca di Parma, Piacenza e Guastalla, la biblioteca era destinata alla formazione di ogni genere di studi anche perché Carlo, fratello di don Filippo, nel 1736 si era trasferito a Napoli portando con sé l’intera Libreria farnesiana, l’Archivio e i tesori artistici. Luogo prezioso e affascinante, giovedì accoglie il soprano Alicia Amo, Giangiacomo Pinardi liuto, arciliuto e chitarra romantica, Miriam Cantero, cantaora dall’immenso repertorio flamenco; in programma quattro secoli dal XVI al XX, di canzoni spagnole composte da Alonso Mudarra (1510-1580), José Marín (1618-1699), Fernando Obradors (1896-1945) e Manuel de Falla (1876-1946), Appuntamento imperdibile venerdì al Teatro Due con “Il dialogo dei cani”, creazione in musica per strumenti, attrici e attori, ispirata da due racconti di Miguel de Cervantes tratti dalla raccolta Novelle esemplari, adattati da Elisa Ciofini su musiche di Mauro D’Alay. Sempre il 5 giugno al Teatro Farnese l’ensemble Musica Alchemica, diretto dalla violinista Lina Tur Bonet. musiche di Gaspar Sanz (1640-1710) e Juan Bautista José Cabanilles (1644-1712) alle invenzioni strumentali di Bartolomé de Selma y Salaverde (1580-1640). Sabato 6 giugno Amandine Beyer, violino e direzione, e Gli Incogniti, ensemble da lei fondato nel 2006, rendono omaggio a Bach.

Finale con Europa Galante
La Compagnia de Violini, fondata dal violinista Alessandro Ciccolini ed il cui nome evoca un ensemble strumentale attivo nella Parma farnesiana di inizio XVII secolo sarà in scena domenica 7 giugno alla Pillotta; segue al Teatro Farnese il “Primo Orfeo”, un viaggio per riscoprire Francesco Rasi (1574-1621); cantante, tiorbista, poeta e compositore, è una figura centrale del primo barocco italiano. Il Festival chiude lunedì 8 giugno al Teatro Farnese con l’ensemble Europa Galante e Fabio Biondi, nella duplice veste di violino e direttore. In programma di Luigi Boccherini”, (1743-1805) la Sinfonia n. 4 in re minore, op. 12 G 506 “La casa del diavolo” e la Sinfonia Concertante in do maggiore op. 10 n. 4, G523. Pagine orchestrali che riflettono il gusto elegante, l’equilibrio formale del compositore italiano profondamente legato alla cultura musicale spagnola; e oggetto di attenzione di una parte dell’attività concertistica e discografica di Europa Galante.