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Time in Jazz omaggia Miles Davis

Musica

La rassegna ideata e diretta da Paolo Fresu a Berchidda si rinnova e raddoppia i suoi appuntamenti

di Davide Madeddu

E sono 39. Time in jazz, la rassegna ideata e diretta da Paolo Fresu a Berchidda nel 1988 cresce, si rinnova e quest’anno raddoppia i suoi appuntamenti. Perché ad arricchire un programma abbastanza robusto ci sarà un’anteprima di tre giorni, tra il 19 e il 21 giugno. Il titolo è “Kind of blue”, omaggio al capolavoro di Miles Davis del 1959 giacché ricorrono i cento anni dalla nascita.

«Il principe delle tenebre è nato cento anni fa come il suo amico e collega John Coltrane, al quale abbiamo dedicato il festival nel 2024 – ha detto Paolo Fresu durante la presentazione a Parigi, nella sede dell’istituto italiano di cultura -. Sviscereremo Miles Davis non solo in musica ma anche nella letteratura e nell’arte, nell’ambiente e nel cinema. Con oltre settanta eventi proveremo a raccontare ciò che Miles avrebbe voluto essere e ciò che noi oggi siamo».

Una panoramica di Berchidda

Questa edizione avrà una novità, proprio per il solstizio d’estate. Dal 19 al 21, l’appuntamento è a Sa colte ’e su oltiju, il giardino di Sa Casara, ovvero l’ex caseificio che da anni ospita la sede di Time in Jazz. Si comincia venerdì con due big del jazz italiano, i batteristi Gegè Munari (classe 1934) e Gianni Cazzola (1938) in dialogo con Paolo Fresu, e poi in concerto accanto a giovani musicisti, in una serata che sarà aperta dal trio di Peppe Spanu, tra rock e jazz contemporaneo.

Sabato 20 sarà la volta di Antonello Salis, protagonista di un incontro con Fresu che culminerà col Premio alla Carriera al pianista e fisarmonicista sardo. Sul palco, poi, la voce eclettica di Casadilego e le sonorità senza confini dei Gaia Cuatro, in equilibrio tra Argentina e Giappone. Domenica 21 si aprirà con le atmosfere sospese di Mario Ganau per proseguire con Paolo Fresu e la presentazione di “Qualcosa di Miles”, il podcast di RAI Radio 3 che ha scritto con Daria Corrias e Antonia Tessitore (presenti all’incontro).

Il cast internazionale

Poi gli appuntamenti dall’8 al 16 agosto, con un nutrito cast internazionale e gli omaggi a Miles Davis: quindi lo spettacolo teatrale e musicale “Kind of Miles” di Paolo Fresu. Poi lo statunitense Nicholas Payton con il quintetto Butcher Brown, Giovanni Falzone che con la Libera Band presenta una “Suite for Miles” e il Miles Smiles Quartet creato da Flavio Boltro per celebrare il centenario. Nel solco aperto da Miles Davis si muove anche il norvegese Nils Petter Molvær, atteso a Berchidda con la ripresa live del suo storico album “Khmer”. La tromba è lo strumento d’eccellenza anche di altri protagonisti del festival, fra i quali Markus Stockhausen in duo con il compositore e suonatore di santur iraniano Alireza Mortazavi; Fabrizio Bosso col suo quartetto; Luca Aquino col fisarmonicista Natalino Marchetti; Giorgio Li Calzi che con Valerio Corzani nel ruolo di narratore darà vita a “Nica’s Dream. Trombe e altri fiati compaiono poi tra le file della Bandakadabra (cui spetta quest’anno la consueta traversata marittima in musica da Livorno a Golfo Aranci a bordo di una motonave della Sardinia Ferries), della Koro Almost Brass, del gruppo Satoyama e dell’immancabile Banda Musicale ”Bernardo De Muro”, nei cui ranghi Paolo Fresu ha mosso i primi passi del suo lungo e fortunato cammino tra le note. Un altro ottone che brillerà a Berchidda è la tuba di Theon Cross, una delle figure chiave della nuova scena londinese. Il 16 la chiusura alla Peschiera di San Teodoro, Paolo Fresu, nel collaudato e affiatato duo col bandoneonista Daniele di Bonaventura.

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