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Sanremo 2026, la scaletta della prima serata con gli orari di cantanti e ospiti

Come andranno gli ascolti? Conti fa il pompiere: «L’anno scorso sembrava impossibile eguagliare certi numeri e invece un po’ il caso, un po’ la fortuna, un po’ la bravura ci hanno portato a superarli. Avete visto la serenità con cui ho vissuto lo scorso anno, non sono entrato con cinque centimetri da terra orgoglioso dei risultati: non mi esalto se le cose vanno troppo bene, non mi abbatterò se domani i risultati non saranno quelli… anche perché tutto sommato devo battere me stesso”», ha detto il conduttore giunto alla sua quinta edizione del Festival da direttore artistico. «Avrò la stessa serenità», spiega, «se faremo 5, 6 punti in meno. Lo scenario è diverso, ci siamo spostati di due settimane, i competitor sono diversi, ci sono le partite di calcio. Per fortuna la Fiorentina gioca giovedì alle 18.45 e la posso vedere».

Per quanto riguarda le ingerenze della politica e l’appello del presidente del Senato Ignazio La Russa per un possibile rientro in pista di Andrea Pucci, Conti chiarisce: «Ci siamo sentiti con Andrea, mi ha detto che non se la sente e l0 rispetto». Quello di quest’anno, secondo il presentatore toscano, «più che un festival democristiano, sarà un festival cristiano e democratico. Cristiano perché ci sono riferimenti alla mia modestissima fede e democratico perché aperto a tutti».

Sul tema si sofferma anche Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time della Rai. Nelle parole di La Russa «non ci ho visto nessuna pressione di alcun tipo: è un parere, non c’è risposta da parte dell’azienda. Non sono d’accordo sul fatto che fosse un video istituzionale: il presidente del Senato ha espresso un suo parere e ha dato un consiglio al direttore artistico, che è libero di accettarlo o meno», aggiunge. «Non ci ho visto un imperativo».

A Sanremo vince il disimpegno? «Credo che la risposta migliore venga da questa signora di 105 anni, che deve far riflettere i nostri giovani, testimoniando per i nostri nonni, i nostri genitori, coloro che hanno combattuto, perso la vita, i partigiani che hanno liberato l’Italia dalla dittatura fascista, nazifascista, per la Repubblica. Anzi, l’auspicio è che tutti i paesi del mondo un giorno possano avere un festival di Sanremo», ha detto Conti. «Non credo che un evento come Sanremo debba essere due ore di proclami o riflessioni, forse è ancora più forte se ogni tanto c’è una piccola riflessione che ci porta a ragionare».

Altro caso riguarda il tentativo di riportare all’Ariston Adriano Celentano: «Ci sono stati naturalmente dei contatti assolutamente, accogliamo Celentano sempre. In questo caso non stiamo parlando del festival ma stiamo parlando di qualsiasi progetto che possiamo assolutamente sviluppare insieme. Non può che farci piacere. È chiaro che la discussione si deve basare su un progetto, quindi nel momento stesso che c’è un progetto si valuterà insieme se c’è l’opportunità naturalmente», dice Di Liberatore. «Non stiamo parlando del festival anche perché ve lo immaginate con le pause di Celentano che ritardo ci fa fare? “Veloce, veloce Adriano!” Però approfitto per ringraziarlo perché so che ha apprezzato molto il fatto che dal presidente della Repubblica, abbiamo cantato Azzurro. Quindi ringrazio dal cuore e abbraccio il grande Adriano e anche Claudia».

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