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Le fotografie di Peter Hince al centro dell’esposizione “Queen Unseen”, visitabile fino al 21 aprile alla Fondazione Luciana Matalon
di Paola Abenavoli
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Un viaggio inedito nella storia di una delle band più famose al mondo, attraverso l’obiettivo di colui che ha osservato e vissuto quella storia da vicino: sono proprio “Queen Unseen”, come recita il titolo della mostra, visitabile fino al 21 aprile, alla Fondazione Luciana Matalon di Milano.
Ad offrire questo sguardo è Peter Hince, per dieci anni road manager dei Queen. Pur non essendo mai stato nominato loro fotografo ufficiale, “poiché la band si fidava di me e delle mie macchine fotografiche – afferma Hince – sono riuscito a catturare queste rare immagini”, alcune iconiche, tutte molto intense e che raccontano gli anni, dal 1977 al 1986, che decretarono il successo del gruppo.
Oltre 100 foto
Oltre 100 le foto proposte – in anteprima europea, alcune anche in anteprima internazionale – in questa mostra (che, dopo le tappe di Torino, Rimini e Roma, arriva a Milano, unica città italiana nella quale i Queen tennero un concerto, al Palasport di San Siro, nel 1984): in quegli scatti rivive una storia fatta di tour memorabili, stadi stracolmi, video innovativi, come quello di “I want to break free”. Ed è così che, nel percorso espositivo, si rivedono i componenti del gruppo proprio nei costumi di quel video o Mercury senza baffi, in posa davanti alla scritta “The great pretender”, o nella foto “reale” che campeggia sulla locandina della mostra, scattata nel 1987 da Hince (che, intrapresa dopo l’86 la carriera di fotografo pubblicitario, continuò comunque a ritrarre i Queen).
Il flipper e i memorabilia
Ma ci sono anche, e soprattutto, le immagini dei musicisti nelle pause, magari mentre giocano a flipper, o negli studi e nei backstage. Come una delle preferite dall’autore, in cui lo sguardo di Mercury, la sua posa, sembrano rifletterne l’anima. Alle foto si affiancano oltre un centinaio di memorabilia, documenti e oggetti provenienti in parte dalla raccolta del collezionista Niccolò Chimenti.