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Morto Gianfranco Caliendo, frontman «capellone» del Giardino dei Semplici

Musica

Il cantante e chitarrista è scomparso a Napoli all’età di 70 anni. Tra le hit del complesso, «M’innamorai» e «Miele»

«Ciao, papà. Ti aspetta il concerto più bello. Sarà meraviglioso. Sarà perfetto. Il palco è tuo. E ci sarà un pubblico infinito ad applaudirti. Tu, per me, rivivrai ogni volta che ascolteremo la tua voce e la tua musica. Ti voglio bene, Capellone». Con un messaggio carico di emozione sui social, il figlio Tiziano ha dato l’addio al padre Gianfranco Caliendo, frontman, voce solista, chitarrista, autore e anima creativa de Il Giardino dei Semplici, uno dei gruppi simbolo della musica leggera italiana anni Settanta.

Caliendo è morto a Napoli all’età di 70 anni e i funerali si terranno oggi, 1 aprile, alle ore 17, nella chiesa di Sant’Antonio di Fuorigrotta. Con 14 album, oltre 2mila concerti e 4 milioni di copie vendute, Il Giardino dei Semplici ha mescolato la melodia italiana con molteplici influenze musicali e accompagnato generazioni di ascoltatori e di fan con successi come M’innamorai, Tu, ca nun chiagne, Vai, Miele, Concerto in La Minore, Silvie, …E amiamoci. Il gruppo musicale Il Giardino dei Semplici fu fondata nel 1974 a Napoli da Caliendo assieme al batterista Gianni Averardi, a cui poi si unirono Andrea Arcella alle tastiere e Luciano Liguori al basso.

Nato a Firenze nel 1956, il chitarrista era nipote del musicista napoletano Eduardo Caliendo, con il quale intraprese gli studi nel capoluogo campano. Gianfranco Caliendo era un giovanissimo «capellone» quando nel 1969 con un gruppo di amici del quartiere, a metà tra il Vomero e Arenella, dette forma al suo primo gruppo musicale, Gli Stars 69. Negli anni successivi il «complesso» cambiò denominazione ne I Diapason e iniziò a esibirsi ogni sabato al circolo del Banco di Napoli e al Cantaestate, un festival itinerante nei posti più belli della Campania. Nel 1973 creò ancora un nuovo gruppo, i Gung, che divennero il complesso ufficiale del Queen Elizabeth, all’epoca la discoteca più grande di Napoli. Fino all’incontro decisivo del 1974 con Gianni Averardi, che lo coinvolse nel progetto che caratterizzerà tutta la sua carriera artistica: Il Giardino dei Semplici.

Il progetto prese forma grazie anche al sostegno dei produttori Giancarlo Bigazzi e Totò Savio (entrambi colonne prtanti degli Squallor) che portarono il gruppo al debutto discografico con M’innamorai nel 1975. Il brano segnò l’immediata affermazione della band, consolidata nello stesso anno dal successo di Tu, ca nun chiagne che raggiunse il disco d’oro. Da quel momento per il Giardino dei Semplici, specialisti negli impasti vocali e nelle sonorità mediterranee, si aprì un lungo periodo di successi e grandi soddisfazioni.

Protagonista del periodo d’oro del gruppo, a cavallo tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, Caliendo guidò la formazione anche attraverso momenti difficili, come il grave incidente stradale del 1977 poco prima della partecipazione al Festival di Sanremo con Miele. Nonostante l’infortunio, la band salì comunque sul palco del teatro Ariston, confermandosi tra le realtà più amate dal pubblico. Arrivarono in finale di un’edizione dominata dai complessi: sul podio, nell’ordine, Homo Sapiens, Collage e Santo California.

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