Secondo al Festival
Lucio Corsi si piazza al secondo posto al Festival di Sanremo con la sua canzone «Volevo essere un duro», rivelando il suo talento e originalità
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Si piazza al secondo posto con “Volevo essere un duro”. (con uno scarto di appena lo 0,4% dal vincitore Olly). E vince il Premio della Critica Mia Martini. E’ Lucio Corsi la rivelazione del Festival. L’underdog con la chitarra a tracolla che nessuno ha visto arrivare, l’alieno atterrato sulla terra sanremese. Ma solo per chi non lo conosceva. Lunga gavetta alle spalle (il primo disco è di 10 anni fa, i live nei piccoli locali di Grosseto e dintorni da ancora prima) originalità, stile unico sono le chiavi che evidentemente lo hanno premiato.
Lunga gavetta
«Non mi aspettavo questo finale, era un salto nel vuoto la prima esibizione, non sapevo come poteva essere la canzone. Sono incredulo. Ora La mia vita resterà uguale, tutti i giorni al pianoforte, alla chitarra, con i ragazzi con cui suono da 10 anni. Spero di suonare il più possibile» ha dichiarato il cantautore toscano, 31 anni, nato a Grosseto e cresciuto nelle campagne di Vetulonia. A chi gli chiedeva quale messaggio volesse lanciare, Corsi ha risposto: «Il messaggio che vorrei passasse è che serve tempo per fare le cose. Io per decidere di mandare una canzone a Sanremo ci ho messo anni e anni di battaglia interiore, mi serviva il tempo per fare la gavetta, 12 anni, passo per passo senza avere fretta. Questo passo lo volevo fare quando avevo sotto i piedi delle fondamenta costruite con la grinta».
Costumi eccentrici
Il volto dipinto di bianco, i costumi eccentrici sul fisico minuto, la sensibilità tipica dei cantautori, Corsi si è presentato come un novello David Bowie, un moderno Marcel Marceau, un Renato Zero 2.0. «Gli abiti sono per me uno strumento in più per raccontare meglio una storia, come la copertina di un disco, un videoclip. Io mi diverto a pensare a queste cose intorno alle canzoni e a dargli la stessa importanza» ha dichiarato parlando dei suoi look, molto ricercati e iconici, parte molto importante delle sue performance e della sua arte.
L’esibizione con Topo Gigio
Controcorrente di natura, ha fatto una scelta inaspettata anche per la serata delle cover, cantando “Nel blu, dipinto di blu” di Domenico Modugno con Topo Gigio («Topo Gigio mi ha insegnato come non diventare una marionetta, come fare a tagliare i fili di chi ti vorrebbe far muovere a suo piacimento»).
Nuovo album il 21 marzo
«Ho deciso che volevo fare il cantante dopo aver visto The Blues Brothers all’asilo, grazie a mio papà. John Belushi e Dan Aykroyd erano come supereroi che non si fermavano davanti a niente. Mi sono detto: ’Voglio essere così anch’io’ – ha raccontato l’artista, che il 21 marzo pubblica il nuovo album che porta il titolo del brano in gara a Sanremo -. La mattina dopo scrivevo il mio nome sulle dita come facevano loro. Mi mettevo i calzini per scivolare sul pavimento come Elwood. Una volta sono caduto e mi sono aperto il mento: per colpa loro ora ho una cicatrice», ha raccontato scherzando.