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Il Teatro dell’Opera di Roma presenta la nuova stagione e continua il viaggio nella storia della musica

La stagione si aprirà il prossimo 27 novembre con “The Rake’s Progress” di Igor Stravinskij – assente a Roma da quasi 60 anni – che come ha ricordato il direttore artistico Alessandro Galoppini, sarà impreziosito dall’esposizione delle 8 incisioni originali di William Hogarth che durante la visita di Stravinskij all’ Art Institute of Chicago, nel 1947, lo ispirarono per la composizione dell’opera: per Michele Mariotti si tratterà di un atteso debutto, come sarà alla sua prima regia lo spagnolo Rafael R. Villalobos.

Andrea Chénier

Si torna all’opera più amata con “Andrea Chénier” di Umberto Giordano (prima il 17 gennaio 2027) con un “cast stellare “, direzione di Daniel Oren e regia di Marco Bellocchio, con Brian Jadge e Ludovic Tézier entrambi al debutto nei due ruoli di Chénier e di Gerard, e con “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi (22 giugno), che peraltro debuttò nel 1853 proprio a Roma, nel fu teatro Apollo, gloria ottocentesca demolita per la costruzione degli argini del Tevere negli anni Venti: a firmare la regia sarà il giovane talento di Daniele Menghini, che debutta al Costanzi, e la direzione musicale sarà di Nicola Luisotti. Puccini è rappresentato da “La Rondine”, di cui si propone dal 18 settembre la seconda versione, quella del 1920.

“Lucia di Lammermoor” arriva in cartellone dal 21 febbraio, proposta nella versione di Napoli, che le soprano Jessica Pratt e Gilda Fiume sapranno sostenere, e con il debutto alla coreografia di Karole Armitage, nota per il suo stile che mescola balletto classico e visioni postmoderne e punk. Attesa anche per il debutto di “I due Foscari” di Verdi (dal 13 marzo), con un cast in gran parte al debutto ma guidato dall’esperienza del regista Pier Luigi Pizzi e del direttore musicale Riccardo Frizza; il Settecento sarà rappresentato dalla “Ifigenie en Tauride”, che torna a Roma dopo 40 anni con la regia di Robert Carsen, mentre per l’opera del Novecento debutterà a Roma “Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk” di Dmítrij Šostakóvič, con la regia di Barry Kosky e sul podio Juraj Valčuha e la cui prima è prevista per il 14 maggio.

Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk

Infine, ma non meno importante, il programma della danza curato da Eleonora Abbagnato, che ha ricordato la centralità della scuola di danza, pronta a celebrare i suoi 100 anni nel 2028, e l’importanza di averla (rarità) insieme al corpo di ballo. Grandi classici come “Il Lago dei cigni”, nel periodo natalizio (che vedrà nel ruolo del principe Siegfrid anche Paul Marque, étoile dell’Opera di Parigi), e il “Don Chisciotte” di Ludwig Minkus, si alterneranno alla danza contemporanea, molto a cuore alla direttrice artistica, che avrà come protagonisti Nicolas Blanc, Alexander Ekman e Wayne McGregor.

In cartellone anche la “Terza sinfonia di Mahler” di John Neumeier, uno dei balletti più spettacolari complessi, con 70 ballerini in scena accompagnati dal coro. Ritorno dopo molti anni anche per “Raymonda”, con la coreografia di Jean-Guillame Bart. La scuola di danza sarà impegnata nell’amatissimo appuntamento natalizio dello “Schiaccianoci”.

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