Musica
Il rapporto Loud & Clear: cresce del 10% il contributo agli aventi diritto. Merito (anche) dell’aumento dei prezzi
di Francesco Prisco
Cresce del 10% il valore delle royalties che Spotify paga all’industria discografica italiana: nel 2025 arrivano a quota 165 milioni. Merito del fatto che il mercato dello streaming musicale da noi è tutt’altro che saturo, certo, ma un po’ anche dell’aumento dei prezzi agli abbonamenti premium intervenuti a partire da settembre.
Sono i dati che emergono dall’ultima edizione del rapporto Loud & Clear che la piattaforma svedese leader nella distribuzione della musica digitale stila ogni anno e dal quale si evince che, a livello complessivo, la società fondata da Daniel Ek l’anno scorso ha corrisposto 11 miliardi al settore. Guardando al nostro orticello italiano, il valore del contributo 2025 appare triplicato rispetto a quello del 2019. Cresce del 10% anno su anno e quasi del 100% in due anni il numero degli artisti italiani ad aver superato la soglia di 1 milione di euro: sono oltre 20 nel 2025. I musicisti tricolori che hanno superato i 500mila euro nel 2025 sono, invece, più di 50.
Poi c’è la crescita della cosiddetta «classe media»: gli artisti che hanno generato, solo su Spotify, oltre 50mila euro e oltre 100mila euro annui sono più che raddoppiati dal 2019. E i distributori indipendenti giocano un ruolo significativo in questo processo: circa il 40% delle royalties generate nel 2025 in Italia provenivano da artisti o etichette indipendenti, confermando come le piattaforme digitali permettano alla nuova generazione di creativi di pubblicare, promuovere e monetizzare la propria musica senza passare necessariamente per canali tradizionali.
La lingua italiana continua a esercitare appeal sul pubblico internazionale, tanto da risultare tra quelle a maggiore crescita su Spotify nell’ultimo anno: le royalties provenienti da brani in lingua italiana sono cresciute del 17% rispetto al 2024 e del 46% rispetto al 2023. Un trend nazionale, questo, che dialoga direttamente con quanto si osserva a livello globale: nel 2025, brani in 16 lingue diverse hanno raggiunto la Global Top 50 di Spotify, più del doppio rispetto al 2020.
L’italiano è dunque parte integrante di una «rivoluzione multilingue» della musica: non solo conquista un pubblico fedele nel nostro Paese, ma viene esportata e apprezzata in mercati internazionali. A confermare questa dinamica, oltre il 40% delle royalties degli artisti italiani nel 2025 proviene da ascoltatori fuori dall’Italia, mentre a livello globale si osserva come gli artisti vedano più del 50% delle proprie royalty provenire dall’estero già entro i primi due anni dal debutto.