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Sanremo 2026, la notte delle cover: Morandi ospite a sorpresa, è polemica con Gassmann

Festival

I duetti dei 30 Big in concorso. Alessandro Gassmann commenta sui social la performance di Tredici Pietro: «Allora si poteva»

di Francesco Prisco

Questo è un po’ il Sanremo del «si fa quel che si può». Ci si attacca a tutto. L’Auditel non è partito benissimo e allora tutti a soffiare sulla crescita di share della terza serata, come la tanto sospirata scintilla che ci serve per accendere un fuoco. Nella quarta serata hai una risorsa importantissima – cover e duetti – che ti puoi giocare. Anzi: ti devi giocare bene. Carlo Conti, direttore artistico uscente, escogita allora un paio di trovate. Che hanno nome e cognome: Alessandro Siani e Gianni Morandi.

Prima infila in scaletta un «Mister X» alimentando, per tutto il corso della giornata, una specie di Indovina chi sulla misteriosa identità dell’ospite a sorpresa. Qualcuno dice Giorgio Panariello, qualche altro Leonardo Pieraccioni, qualche altro ancora Adriano Celentano o forse Fiorello. Quando alla fine esce il comico napoletano Alessandro Siani viene appunto in mente il discorso iniziale: si fa quel che si può.

Insieme con Conti, Siani esordisce leggendo una fantomatica poesia dedicata a Pippo Baudo dal titolo Perché Sanremo è Sanremo. «Sanremo è Sanremo», esordisce Conti, «perché ha 76 anni di vita musica, imprevisti, polemica, ma è sempre giovane. Perché «ha 76 anni di vita ma ancora in attività: l’età pensionabile si è allungata assai», gli fa eco Siani. E Conti: «Sanremo è Sanremo perché Marco se n’è andato e non ritorna più». Siani replica: «No, quello è Bugo. Ora c’è Morgan, che se nè andato, è tornato, se n’è riandato, forse spunta di nuovo, mentre Al Bano si è incazzato». Lo scambio continua, Sanremo è Sanremo «perché una canzone dura tre minuti ma può restare per una vita», perché «una puntata dura tre ore ma può sembrare una vita», quando «il pubblico si alza è probabile che sia standing ovation», ma anche che sia «la prostata». E poi Sanremo «è l’unica città che quando la nomina non serve aggiungere altro», è l’«unica città per cui si può dire: ho fatto Sanremo, ho vinto Sanremo, è finita Sanremo». In fondo, «Sanremo è il contrario di tutto, non è una città, è una condizione permanente dell’anima».

È la notte delle cover, dicevamo, delle 30 performance dei Big votate dal pubblico con il Televoto (34%), dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web (33%) e dalla Giuria delle Radio (33%). La sorpresa delle sorprese è Tredici Pietro accompagnato dai genitori: Gianni e canta Vita, brano che ai tempi condivise con il grande Lucio Dalla. Cosa che non era annunciata da nessuna parte. Ricordiamo che già nel 2022, quando c’era in gara Gianni, proprio nella serata delle cover fu forzato il regolamento (Morandi cantò sue canzoni, non cover) e apparve un altro ospite a sorpresa (Jovanotti). Nel Festival 2026 è successa quasi la stessa cosa. Come un istante deja vu, ombra della gioventù. Anche Sayf si farà accompagnare dalla maamma in versione corista, ma non è esattamente la stessa cosa.

La cosa non passa inosservata. «Le regole non sono uguali per tutti». L’attore Alessandro Gassmann non le manda a dire e sui social esprime il suo dissenso per la presenza a sorpresa di Gianni Morandi. «Ah… quindi non era vero che quando un cantante è in gara a Sanremo un parente non può partecipare al festival, e sono assolutamente d’accordo, regola senza senso. Perché io sarei dovuto andare al festival per presentare Guerrieri, la serie che parte su Rai1 da lunedì 9 marzo, tratta dai meravigliosi romanzi di Gianrico Carofiglio, però mi hanno detto che non potevo perché padre di un cantante», spiega l’attore e papà di Leo Gassmann, in gara con Naturale. «Dico sempre quello che penso, mi rode il c**o», conclude.

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