La finale in diretta
Ascolti giù, streaming a rilento, qualche problema di scrittura. E la comicità che sta alla larga dalla politica
di Francesco Prisco
Sarà Stefano De Martino il direttore artistico e conduttore di Sanremo 2027. A dare l’annuncio, in diretta, è stato proprio Carlo Conti in un ideale passaggio di consegne. «Ho un grande onore, per la prima volta accade al festival di Sanremo: posso annunciare ufficialmente che Stefano De Martino sarà il conduttore e il direttore artistico del prossimo festival di Sanremo», ha detto Conti. Era nell’aria: soltanto una manciata di giorni fa, era arrivata anche l’investitura del sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi.
In coincidenza con il nuovo attacco di Usa e Israele all’Iran, la finale si è aperta con una riflessione di Conti, Giorgia Cardinaletti e Laura Pausini su quanto accaduto in Medio Oriente per sottolineare l’eccezionalità del momento. «Anche noi viviamo una contraddizione: da una parte festeggiamo la musica italiana ma non possiamo ignorare quanto sta accadendo nel mondo. Da qui facciamo un appello, con forza, affinché finisca ogni guerra» che «colpisce soprattutto i bambini», dice Conti.
Che vi piaccia o no, questo è un anno di transizione. La quinta e anche ultima direzione artistica di Carlo Conti a Sanremo arriva al capolinea con il saldo negativo. E – citando Leo Gassmann che, nella serata delle cover, citava a sua volta Riccardo Cocciante – Era già tutto previsto. Sul piano degli ascolti televisivi e dello streaming, certo, ma anche sul versante della scrittura, dello spettacolo televisivo.
I conti si faranno alla fine, di domenica mattina, è chiaro, ma per quello che abbiamo visto finora si vola più basso, in termini di Auditel, rispetto al quinquennio di Amadeus e pure al ritorno di Conti dell’anno scorso che fu molto performante. Ovvio che la Rai guardi il bicchiere mezzo pieno, sottolineando il dato di share piuttosto quello dei telespettatori medi, insistendo sulla restrizione della platea televisiva. La Tv di stato alla vigilia aveva messo in conto un calo moderato della platea, intorno al 3%, ma all’interno dei centri media circolavano stime che arrivano al -7 o anche -8 per cento.
Sul versante discografico, un po’ di boost agli ascolti da parte della kermesse c’è stato: arrivati al sabato della finale i 33 Big con i 30 brani in gara totalizzano 53,7 milioni di ascoltatori medi mensili su Spotify, a fronte dei 29,4 milioni della vigilia. Ma il confronto con le precedenti edizioni resta impietoso: il cast di Sanremo 2025 già alla vigilia contava 52,8 milioni di ascoltatori medi mensili, quello del 2024 addirittura 54 milioni. Ma lo sappiamo: quello di quest’anno, ai nastri di partenza, appariva come il cast discograficamente più debole degli ultimi cinque anni.