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Sanremo 2025, le pagelle in diretta della seconda serata: Cristicchi tocca la mamma agli italiani

Festival della canzone italiana

Le nostre valutazioni alle esibizioni di Nuove proposte e Big da Rocco Hunt a Willie Peyote

di Francesco Prisco

2′ di lettura

Le pagelle e i giudizi di Francesco Prisco alle esibizioni delle quattro Nuove proposte e dei 15 Big in scena per la seconda serata di Sanremo 2025.

NUOVE PROPOSTE

Alex Wyse, «Rockstar» 6.5

Ballata glam abbastanza gradevole con qualche reminiscenza beatlesiana. Il pezzo è costruito bene e lui lo interpreta alla perfezione. Non c’è male.

Vale Lp e Lil Jolie, «Dimmi tu quando sei pronto per fare l’amare» 6.5

Rocchettino che si regge sulla linea di basso imbottita di compressore, testo ammiccante, interpretazione occhieggiante. Sul finale messaggio sul consenso: «Se io non voglio, tu non puoi».

Maria Tomba, «Goodbye, (Voglio good vibes)» 5

«Guardami negli occhi e non le poppe oppure goodbye» è il tema portante di questo r’n’b giocato molto sul personaggio della ex concorrente di X Factor. La si butta troppo sulla simpatia.

The Kolors, «Tu con chi fai l’amore» 6-

Disco music, disco music, io ti amo, poi ti odio, poi ti amo, poi ti odio, poi ti apprezzo. Non un capolavoro di originalità, ma canzone punta a prendersi l’airplay. La specialità in casa The Kolors.

Serena Brancale, «Anema e core» 3

Tanta, troppa ruspantezza a buon mercato nel reggaeton che «s’adda vede’, s’adda vede’, s’adda vede’».

Fedez, «Battito» 5

Questo Fedez dalle pupille dilatate, come fosse stato incorporato da Venom, ci inquieta parecchio. Evidentemente la finalità quella era. Pezzo costruito bene, in ogni caso.

Francesca Michielin, «Fango in paradiso» 4-

Al termine dell’esibizione, la Michielin scoppia in lacrime: «Grazie di cuore a tutti e a tutte», ha detto lasciando il palco. Il suo pezzetto, in ogni caso, si conferma assai moscio.

Simone Cristicchi, «Quando sarai piccola» 6

La canzone la sente, si emoziona, si vede. Resta il nostro dubbio iniziale: quando si parla di certi temi, così veri, così terribilmente complessi, bisognerebbe avere la capacità di essere meno espliciti, meno «sgamati». Ma all’Ariston basta così com’è: pubblico tutto in piedi. Quando agli italiani gli tocchi la mamma…

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