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Sanremo 2024, share del 65,1%. In testa Loredana Berté davanti ad Angelina Mango e Annalisa

ServizioLa prima serata

Quarto Diodato e quinto Mahmood. Amadeus scherza sulla multa Antitrust, Dargen D’Amico fa un appello per il cessate il fuoco

di Francesco Prisco

Sanremo, Amadeus e Mengoni: siamo antifascisti e cantano Bella ciao

5′ di lettura

Il quinto Festival di Sanremo di Amadeus (dalle 21.25 all’1.59) debutta con una media di ascolti di 10 milioni 561mila telespettatori con il 65.1% di share. La prima serata del Festival 2023 (in onda dalle 21.18 all’1.40) fece registrare in media 10 milioni 758mila telespettatori pari al 62.5% di share. Durante la prima serata di Sanremo 2024 il picco di ascolto in valori assoluti, pari a 16 milioni 786mila telespettatori, è stato raggiunto alle 22.09; lo share ha raggiunto invece il punto più alto alle 00.15, con il 70.1%.

In testa a Sanremo 2024 ci sono Loredana Berté, Angelina Mango, Annalisa, Diodato e Mahmood. Questa la Top Five che emerge dopo la prima serata del Festival della canzone italiana, in cui a esprimersi era la sola giuria della sala stampa. Il nuovo regolamento rivela soltanto le prime cinque posizioni di ciascuna puntata.

Per quanto riguarda il resto, bastano quattro parole: Sanremo 30 senza lode. Il Festival «diffuso» fortemente voluto dalla Rai per esigenze pubblicitarie è soprattutto un festival lungo: 30 canzoni in gara sono veramente troppe e a diluire ulteriormente il racconto ci pensa la teoria di collegamenti da palchi e navi branded content vari ed eventuali. Amadeus, nella sua quinta e (a quanto pare) ultima edizione da direttore artistico, ha esercitato pieni poteri che manco il premierato forte. Ci è scappata pure una battutina sulla multa Antitrust. Ma il gigantismo che è uscito fuori da tutto questo va fatalmente a discapito della sintesi. Perché questo festival, per avere finalmente senso compiuto, andrebbe sbobinato.

Amadeus

Ne abbiamo viste di tutti i colori nella prima serata di Sanremo 2024, eppure pochissimi sono stati i guizzi. Prendete la prova double face di Marco Mengoni in veste di co-conduttore. Ci può stare il monologo inziale sulle «30 nuove canzoni che ci cambieranno la vita. Almeno per un po’». Obbligatoria la standing ovation quando esegue Due vite, brano vincitore dell’anno scorso. Ci può stare persino il medley televisivo solo grandi successi intorno a mezzanotte, ma è letteralmente imbarazzante la gag comica del «preser-bacino». Diciamo che come comico Mengoni è una cover non troppo riuscita di Luca Laurenti. Non sempre è un bene uscire dalla propria comfort zone. La campionessa mondiale di sci Federica Brignone finisce per esempio ad annunciare i concorrenti in gara. Sorte che, se uno ci pensa, sarebbe potuta toccare anche a Jannik Sinner.

Qualche problemino di scrittura

Houston, forse abbiamo un problema di scrittura. Pensiamo al ritorno di Ibrahimovic, atleta e attore di sé stesso, già colonna portante del Sanremo del lockdown. Stesso ospite del 2021, stessa gag: lui che gioca a fare il gangster balcanico con Amadeus. E chiede di sedersi dove l’anno scorso c’era il presidente della Repubblica Mattarella. «Non si può. Lì ci si è seduto solo Mattarella», gli risponde il direttore artistico. «E quanti gol ha fatto?», è la replica di Ibra.

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