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Oasis, la reunion spiegata con la parodia di Lundini e Ferrario

Concerti

Parte da Cardiff il tour mondiale finito nel mirino dell’Antitrust inglese. Quando il romanticismo dei fan nutre il meno romantico dei business

di Francesco Prisco

Ci siamo. Strotolate la bandiera di San Giorgio, infilatevi la maglia del Manchester City, calatevi in testa il cappellino da pescatore e gli occhiali da sciatore: la tanto attesa reunion degli Oasis parte adesso, dalle due date di Cardiff del 4 e 5 luglio. Il tour Oasis Live ’25, che inizialmente doveva essere soltanto britannico, poi – osservando l’ormai rituale litania degli annunci progressivi – è diventato pure un po’ canadese, americano, messicano, coreano, giapponese, australiano, argentino, cileno e brasiliano, ci farà compagnia da qui a novembre 2025. Ma attenti ai tempi supplementari che, quando c’è in ballo il Manchester City, sono sempre da mettere in conto. E, quando meno te lo aspetti, questo tour così esclusivo è capace che te lo ritrovi sotto casa.

Potremmo dire tante cose sui «fratelli coltelli» Noel e Liam Gallagher che tornano insieme dopo 16 anni, da quel litigio nel backstage di Parigi nel 2009, usare mille aggettivi, non fosse per il fatto che ne sono stati già usati mille e cento. Potremmo dare i numeri: le 41 date che abbracciano quattro continenti, i 900mila biglietti venduti in un anno (qui da noi c’è chi, zitto zitto, ne ha venduti un milione e neanche se la tira), il cachet da 60 milioni e l’indotto potenziale da 400 milioni. Potremmo buttarla sul gossip, con i 20 milioni di sterline che Noel deve di assegno di divorzio alla ex moglie che indurrebbero a far pace con il proprio peggior nemico persino l’uomo di più solidi principi, o tornare ancora una volta sulle polemiche.

Persone in posa per una foto davanti al «The Wonder Wall», creata da Nathan Wyburn a Cardiff (APF)

Anche qui ce ne sono per tutti i gusti. La Cma, ossia l’Antitrust inglese, ha per esempio messo nel mirino Ticketmaster per il dinamic pricing dei biglietti, quel meccanismo automatico che ne fa salire il prezzo via via che, a fronte di una domanda crescente, ne diminuisce la disponibilità. Stando all’istruttoria apertasi un anno fa, Ticketmaster potrebbe aver violato la legge britannica sulla tutela dei consumatori vendendo biglietti «platinum» a quasi 2,5 volte il prezzo standard, senza spiegare al pubblico che non comportavano alcun vantaggio aggiuntivo. E siccome la piattaforma di ticketing non avrebbe fornito risposte soddisfacenti, non si esclude che a questo punto la Cma possa trascinarla in tribunale.

Potremmo parlare della fantomatica «durata» dei concerti della reunion che, secondo indiscrezioni, dovrebbero aprirsi con Hello e chiudersi con Champagne Supernova per un’oretta, un’oretta e mezza di durata complessiva, ma si sa che i pezzi forti della più grande band inglese dal 1994 al 1997 più o meno quelli sono. Con buona pace di chi avrebbe sborsato fino a 2.500 sterline per andarci.

Noel e Liam Gallagher dal vivo nel 2005 (AFP)

Potremmo dire tutto e il contrario di tutto, se non fosse che, in questa torrida estate italiana di polemiche su tour annullati e finti sold out, la parola definitiva la hanno detta due comici, Valerio Lundini ed Edoardo Ferrario. A In & Out, il nuovo format di Sky, impersonano rispettivamente Noel e Liam Gallagher impegnati in fantomatiche conference call da remoto per preparare la reunion. Ci sono dentro la varia umanità – manager, promoter, uffici stampa, social media editor, i Fabi, le Milene, le Pamele – e tutti i vizi del music business contemporaneo.

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