Aveva 84 anni
Colonna del Memphis Sound, fondò Booker T. & M.G.’s e scrisse «(Sittin’ on) The Dock of The Bay» con Otis Redding. Come? «Unendo i puntini»
di Francesco Prisco
C’è una legge non scritta che vale per tutti i chitarristi elettrici: se suoni un assolo, che tu lo sappia o no, sei in debito con Eric Clapton e Jimi Hendrix. Allo stesso modo, possiamo dire che tutti i chitarristi ritmici del mondo sono in debito senza saperlo con la Telecaster di Steve Cropper, morto a 84 anni in quel di Nashville, Tennessee.
Il «Colonnello» – così lo chiamavano gli amici – è stato una colonna della Stax Records, l’etichetta discografica di Memphis che negli anni Sessanta ha rivoluzionato la soul music. Perché era il chitarrista di Booker T. & M.G.’s, la backing band di casa Stax, quei quattro ragazzi (oltre a lui c’erano Donald «Duck» Dunn al basso, Al Jackson alla batteria e ovviamente Booket T. Jones all’organo Hammond) che sfornarono Green Onions e soprattutto determinarono il sound di artisti immensi come Otis Redding.
E negli M.G.’s quei riff di chitarra compatti, apparentemente semplici ma soprattutto pieni di sostanza, erano farina del sacco di Steve Cropper. Prima che si ritrovasse alla fine degli anni Settanta – barbuto e nascosto dietro un paio di Wayfarer – «in missione per conto di Dio» nella folle avventura dei Blues Brothers. Dove suonava a comando: «Play it, Steve!»
Steve Cropper era nato nei dintorni di Dora, nel Missouri, prima di trasferirsi con la famiglia a Memphis nel 1950. Qui entrò in contatto con la musica gospel, R&B e con il nascente rock’ n’ roll, iniziando a suonare la chitarra all’età di dieci anni. Il suo percorso artistico prese forma alla fine degli anni Cinquanta con i Royal Spades, formazione che sarebbe poi diventata The Mar-Keys. Nel 1961, il gruppo raggiunse il terzo posto nella Billboard Hot 100 con il singolo strumentale Last Night, registrato alla Satellite Records, la futura Stax .
Cropper, allora studente di ingegneria meccanica alla Memphis State University, aveva già iniziato a lavorare nell’etichetta discografica come commesso, crescendo rapidamente fino a diventarne ingegnere del suono. L’anno successivo, nel 1962, nacquero Booker T. & the M.G’s e nulla fu come prima. Dettaglio non di poco conto: sono una band interraziale, composta da due bianchi e due neri, un pugno in faccia ai segregazionisti del Sud. C’è la mano degli M.G.’s e la chitarra del Colonnello in Sam & Dave, Carla e Rufus Thomas, Wilson Pickett (In the Midnight Hour) ed Eddie Floyd (Knock on Wood).