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“Matilda”, tratto dal romanzo di Roald Dahl al Sistina Chapiteau di Milano

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Alla Scala i Lieder di Brahms, mentre Roma passa da Piero della Francesca al Carnevale Romano

di Angelo Curtolo

3′ di lettura

Al Sistina Chapiteau di Milano, inaugurato lo scorso dicembre con “Cats”, arriva adesso il pluripremiato musical “Matilda”, tratto dal romanzo omonimo di Roald Dahl, celeberrimo autore per l’infanzia. Dal romanzo è stato tratto un film nel 1996 con Danny De Vito; e nel 2022 il film dal musical, per Netflix. Totale cambio di atmosfera alla Scala, dove ci immergiamo nei Lieder di Brahms; e, parimenti, a Roma dove l’Orchestra di S. Cecilia ci trasporta fra Piero della Francesca e il Carnevale Romano.

Milano

Dal 15 al 25 febbraio al Sistina Chapiteau il musical “Matilda”, dal romanzo di Roald Dahl, musiche e liriche di Tim Minchin, traduzione adattamento e regia di Massimo Romeo Piparo, di cui ricordiamo le produzioni di Cats, Mamma Mia, Billy Elliot, Evita. Coreografie di Billy Mitchell (che conosciamo dal recente “Cats”) e orchestra dal vivo. Per la prima volta in Italia, il pluripremiato musical vede sul palco Luca Ward nel ruolo en travesti della terribile preside Trinciabue, la coppia dei Pozzolis Family (Alice Mangione e Gianmarco Pozzoli) nei panni dei cinici e goffi genitori di Matilda, Giulia Fabbri in quello della maestra Dolcemiele. Uno dei libri più amati da tre generazioni, divenuto film grazie a Danny De Vito e da poco consacrato su Netflix nella versione musical: Matilda è una bambina fuori dal comune, dotata di superpoteri che grazie alla sua sensibilità e brillantezza, riesce a sovvertire le regole superando i soprusi degli adulti e guidando la rivolta pacifica e divertente dei propri coetanei.

Il 5 alla Scala il baritono Christian Gerhaher, con il pianista Gerold Huber presentano un bel programma tutto dedicato a Lieder di Brahms. Nella sua produzione assai vasta (oltre 300 Lieder per voce sola con accompagnamento di pianoforte) essenziale rimane sempre l’incidenza della voce, cui è affidata una linea espressiva melodica e ritmica di stretta adesione al testo. Molto varia appare poi l’inventiva che privilegia, tra le voci, i registri profondi. Il culto della forma, pure sempre importante per Brahms, si è applicato anche al genere liederistico, nell’impegno prestato all’esemplare osservanza dell’unità organica delle melodie e all’elegante strenua articolazione dei differenti motivi.

Roma

L‘8-9-10 all’Auditorium Parco della Musica un programma di sicuro interesse con l’Orchestra di S. Cecilia, con Jakub Hrůša, suo direttore ospite principale, e il violinista Pinchas Zukerman. Si ascolterà infatti in prima ceciliana il poema sinfonico in tre movimenti “Gli affreschi di Piero della Francesca”, composto nel 1955 dal ceco Bohuslav Martinů sull’onda delle suggestioni evocate in lui dalla visione del ciclo di affreschi “Storie della vera Croce” dipinti da Piero della Francesca tra il 1452 e il 1466 e conservati nella cappella maggiore della basilica di San Francesco ad Arezzo. Incorniciano questo pezzo due lavori di Berlioz, “Il Carnevale Romano” e “Aroldo in Italia”; quest’ultimo suggeritogli dalla lettura del “Child Harold’s Pilgrimage” di lord Byron. Berlioz, che nel giovane Aroldo identifica sé stesso, va con la memoria ad alcuni episodi del suo soggiorno a Roma e tra i monti dell’Abruzzo (1830-’31). Sceglie la viola come strumento solista perché ritiene che essa possa esprimere con la sua voce dal timbro scuro e dall’accento malinconico i tormenti romantici del suo animoIl concerto del 9 sarà trasmesso in diretta alle 20.30 su Rai RadioTre.

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