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Il festival Printemps des Arts celebra Pierre Boulez

Settenote

Al Festival Crossroads una delle maggiori voci del jazz, Cécile McLorin Salvant; a Napoli le canzoni di Roberto Murolo.

di Angelo Curtolo

2′ di lettura

La 41a edizione del festival Printemps des Arts di Monte-Carlo ha un focus sulla musica di Pierre Boulez, nel centenario della nascita; e sui musicisti francesi collegati in varie maniere con lui. L’Opéra di Monte-Carlo procede in sintonia, presentando il dittico raveliano “L’Heure espagnole” e “L’Enfant et les Sortilèges”. Voci anche in Italia, con Cécile McLorin Salvant al festival jazz Crossroads; e voci napoletane al Teatro Trianon Viviani.

Monte-Carlo

Dal 12 marzo al 6 aprile – con un postludio di danza dal 23 al 27 aprile – la 41a edizione del Festival Printemps des Arts, che celebra Pierre Boulez, nel centenario della nascita. Sarà anche un’occasione per scoprire le opere conservate alla Fondation Francis Bacon – normalmente aperta solo su appuntamento; lì si terranno alcuni concerti da camera. Tra i numerosi appuntamenti, anche sinfonici, ricordiamo lo speciale programma del 21 marzo al Théâtre Princesse Grace, dedicato alle splendide mélodies che Debussy compose su testi di Verlaine e Mallarmé; e a quelle che Ravel scrisse su testi di Renard; con la voce del baritono Le Texier. Il giorno dopo, 22, all’Auditorium Rainier III arriva la BBC Symphony con un capolavoro come “Agon” di Stravinskij, che le nostre orchestre non includono quasi mai nei loro programmi. Il giorno dopo, 23, la medesima formazione cambia programma, e presenta un altro grande lavoro stravinskiano come “Symphonie en trois mouvements”, e “Jeux” di Debussy, entrambi di raro ascolto in Italia.

La musica di Ravel presente nei programmi del Festival è in sintonia con l’Opéra di Monte-Carlo, dove il 21-23-25-27 vanno in scena i due atti unici di Ravel “L’Heure espagnole” e “L’Enfant et les Sortilèges”, molto belli; il secondo debuttò proprio qui il 21 marzo 1925, dirigeva De Sabata, coreografia di Balanchine con i Ballet Russes di Djagilev – il libretto è di Colette.

Imola (BO)

L’11 al Teatro Stignani una delle grandi voci del jazz, la giovane Cécile McLorin Salvant. Nella sua personale visione della musica afroamericana, jazz, vaudeville, blues e folk sono strettamente interconnessi. I temi affrontati nelle canzoni, spesso ripescate da repertori dimenticati, sono ‘forti’ e permettono alla sua voce di esibire tutta la sua intensità interpretativa, sostenuta da un ampio registro il cui perfetto controllo rivela la formazione classica operistica.

E’ uno dei primi appuntamenti della 26a edizione del festival Crossroads, più di 60 concerti (per oltre 400 musicisti) che danno spazio ai big e agli emergenti, senza preclusioni di stile. Tratto distintivo della manifestazione è la sua natura di festival itinerante, che si sposta sull’intero territorio dell’Emilia-Romagna, facendo tappa in oltre venti comuni fino al 1 agosto.

Cécile McLorin Salvant. (Credits: Karolis Kaminskas)

Napoli

Il 16 al Teatro Trianon Viviani serata di canto con Mario Maglione, dedicata al grande repertorio che cantava Roberto Murolo, che è stato anche autore di canzoni, come ad esempio “Sarrà… chi sà!”, vincitrice nel 1959 del Festival di Napoli, interpretata da Fausto Cigliano e Teddy Reno. E un omaggio, “Mandulinata a Napule”, a suo padre Ernesto, figlio illegittimo del celebre autore teatrale Eduardo Scarpetta e dunque fratellastro di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo.

Mario Maglione

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