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A Perugia il Trio Amatis, con musiche di Beethoven e Mendelssohn. Giovani talenti cameristici a Trieste
di Angelo Curtolo

2′ di lettura
8-15 settembre
sommario: grandi lavori sinfonici alla Scala; Musica con Vista verso la conclusione; giovani talenti cameristici a Trieste.
Da lunghissimo tempo non si ascoltava alla Scala un imponente lavoro sinfonico-vocale come i “Gurre-Lieder” che un giovane Schönberg compose sostanzialmente tra il 1900 e il 1903. Con l’appuntamento perugino si avvia alla conclusione il festival Musica con Vista, musica da camera all’aria aperta nei luoghi più suggestivi d’Italia. Grande musica da camera anche a Trieste, per la 22a edizione
Milano
Il 13-16-17 settembre alla Scala speciale occasione per ascoltare i “Gurre-Lieder” di Schönberg, con l’Orchestra scaligera e i Cori della Scala e della Radio Bavarese, più un quintetto di voci solistiche, diretti da Riccardo Chailly. Lavoro smisurato e visionario della giovinezza ambiziosa del compositore, ancora influenzato da Wagner e lontano dalle avventure della nuova musica, i “Gurre-Lieder” sono raramente eseguiti per l’enorme organico che richiedono; la precedente esecuzione scaligera era avvenuta nel 1973, con la direzione di Mehta. Il concerto del 17 sarà trasmesso in diretta su LaScalaTv, dove resterà disponibile fino al 24 settembre.
Sempre alla Scala, il 15, apertura della Stagione dell’Orchestra Sinfonica di Milano, con il suo nuovo direttore Emmanuel Tjeknavorian; musiche di Sostakovic, Caikovskij, Beethoven. La Stagione prosegue, come sempre, all’Auditorium di Milano, concludendosi il 15 giugno.
Perugia
Il 12 a Villa Valvitiano il Trio Amatis, con musiche di Beethoven e Mendelssohn. Per il Festival Musica con Vista – “il festival di musica classica all’aria aperta” – che dopo averci regalato una meravigliosa estate si avvia alla conclusione, il 21 settembre a Roma. Prima del concerto – che è alle 18.00 – è prevista una visita guidata al giardino all’italiana, con le piante monumentali della Villa.
Trieste
Il 10-11 al Teatro Miela le finali del 22° Premio Trio di Trieste, dedicato alle formazioni dal duo al quartetto col pianoforte. «La scelta del tipo di formazioni – spiega la direttrice artistica Fedra Florit – vuole ricordare il repertorio più amato ed eseguito dal celebre Trio di Trieste: il Premio intitolato alla storica formazione, infatti, si propone di evidenziare il lavoro cameristico dei gruppi che, per mentalità e gusto, seguono criteri cameristici affini a quelli che hanno condotto il Trio di Trieste ai vertici mondiali in oltre 60 anni di carriera. Lettura attenta della partitura, fusione tra pianoforte e archi, nettezza di fraseggio che permettono di riconoscere un Ensemble dalla spiccata personalità, in grado di rappresentare il Premio nel mondo».
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