La Storia, con la «esse» maiuscola, torna a bussare alla porta degli appassionati di concerti d’Italia. Il Menestrello di Duluth, unico musicista ad aver mai vinto un premio Nobel per la Letteratura, torna infatti alle nostre latitudini. Bob Dylan apre una parentesi italiana di tre date al suo «Eu/Uk Tour 2026», coda del più ampio «Rough and Rowdy Ways Tour» partito nel 2021 a seguito della pubblicazione dell’omonimo album: il 2 novembre suonerà all’Unipol Dome di Milano, il 5 novembre al Palazzo dello Sport di Roma e il 7 novembre all’Unipol Arena di Bologna. Un ritorno attesissimo che, per forza di cose, si annuncia tra gli eventi live più importanti dell’anno.
Chiedilo al Sole
Domande di approfondimento generate da 24Ore AI
Il ritorno di «Sua Bobbità»
Non è un periodo banale per i fan di «Sua Bobbità», dal momento che proprio il 6 novembre, mentre il Nostro risalirà lo Stivale, esce The Rolling Thunder Revue: The 1976 Live Recordings, box set da 39 Cd che documenta integralmente il tour americano di 50 anni fa pieno di sorprese e ospiti cui Martin Scorsese nel 2019 ha dedicato un documentario che oscilla tra mito e realtà, cronaca e fantasie. Il Bob Dylan di oggi è molto diverso da quello istrionico (e persino truccato, come in uno spettacolo vaudeville) di The Rolling Thunder Revue: stavolta si divide tra To be alone with you, da Nashville Skyline, a Man in the Long Black Coat, estratto di Oh Mercy, va dal folk essenziale di It Ain’t Me, Babe, tra le sue (anti)ballate più celebri, all’autoironica When I Paint My Masterpiece, fino all’inno immortale I Shall Be Released. E, se siete fortunati, ci sarà spazio anche per All Along the Watchtower, pietra miliare della storia del rock. Anche le tappe italiane del tour di Dylan manterranno la formula «phone free», con l’utilizzo degli smartphone degli spettatori «inibito» durante l’esibizione.
Joe Bonamassa per i fan del blues
Se vi piace il blues, l’appuntamento è per il 4 novembre 2026 all’Unipol Forum di Assago con l’unica data italiana di Joe Bonamassa, tra i maggiori chitarristi della sua generazione. Con quattro nomination ai Grammy, quindici candidature ai Blues Music Awards per quattro vittorie e oltre cinquanta incisioni, torna da noi dopo quattro anni di assenza forte del successo di Breakthrough (2025), l’ennesimo disco capace di conquistare la vetta delle classifiche blues americane.
Roma e Pomigliano Jazz nel segno di Miles
Numerosi gli appuntamenti per chi ama il jazz, a partire da Roma Jazz Festival, kermesse che dall’1 al 24 novembre festeggia la cinquantesima edizione all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, alla Casa del Jazz e all’Alcazar. Il tema scelto, «Rileggere Miles, ripensare il jazz», è un omaggio al centenario della nascita di Miles Davis, figura centrale nella ridefinizione del genere oltre che della cultura del Novecento. Dopo l’inaugurazione affidata il primo novembre a Paolo Fresu con il progetto Kind of Lives, il 5 novembre sale sul palco uno dei musicisti più innovativi della scena contemporanea, Steve Coleman con i suoi Five Elements, formazione che da oltre trent’anni fonde jazz, funk, hip hop e improvvisazione radicale. Il 6 novembre sarà invece la volta dell’incontro fra due virtuosi internazionali: il mandolinista brasiliano Hamilton de Holanda e il pianista cubano pluripremiato Gonzalo Rubalcaba, protagonisti del progetto Collab, uno dei concerti più attesi dagli appassionati di latin jazz (tutti e tre gli show saranno all’Auditorium).
Altro grande appuntamento nel segno di Miles è la sessione autunnale di Pomigliano Jazz, festival campano giunto alla 31esima edizione. Il 3 novembre al Teatro Gloria di Pomigliano d’Arco la serata vedrà in apertura Luis Di Gennaro al piano solo: Prima di Sketches esplora le radici spagnole del capolavoro di Miles Davis e Gil Evans. A seguire, A New Sketches of Spain mette in dialogo la danza e la coreografia di Israel Galván con la musica dal vivo e gli arrangiamenti di Michael Leonhart, sempre nell’anno del centenario della nascita di Davis. Il 5 novembre, ancora al Teatro Gloria, il set di Valentina Ranalli Quartet con Seta, progetto che unisce scrittura originale e jazz vocale contemporaneo, lascerà il posto a Javier Girotto e Francesco Nastro, con la partecipazione di Hamilton de Holanda.