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A Milano il Festival Fog al Teatro dell’Arte della Triennale

Settenote

A Venezia l’opera comica del grande settecentesco Alessandro Scarlatti; a Roma il Coro di Santa Cecilia con la musica di Fauré

di Angelo Curtolo

2′ di lettura

Al Teatro dell’Arte, nel complesso della Triennale di Milano, è in pieno svolgimento l’ottava edizione del Festival Fog, il progetto di Triennale dedicato all’esplorazione delle nuove frontiere delle live arts. Al Teatro Malibran di Venezia una buona occasione per vedere un’opera comica della grande scuola napoletana settecentesca. Cambio di atmosfera con il Coro della romana Accademia di Santa Cecilia, che dedica tutto il concerto alla musica di Fauré, da noi non molto frequentato.

Milano

Il 26 al Teatro dell’Arte (alla Triennale) “Femina”, primo progetto in solo dell’artista multimediale Riccardo Giovinetto: una performance audio-visiva che lavora sull’intelligenza artificiale sovrapponendo reminiscenze di cori polifonici a composizioni di musica elettronica e destrutturando campioni di dipinti rinascimentali in un flusso vivo di immagini reattivo al suono.

Spettacolo nell’ambito dell’ottava edizione del festival FOG Triennale Milano Performing Arts, il progetto di Triennale dedicato all’esplorazione delle nuove frontiere delle live arts. FOG prosegue nel 2025 la sua interrogazione delle grandi tematiche dell’oggi e del futuro prossimo. Quello di FOG è uno sguardo gettato sulla società contemporanea, una riflessione multiforme sulla fragilità della democrazia e della libertà artistica, sul dominio invasivo del potere, sulla centralità sensoriale del corpo, sui conflitti familiari, sulla ricerca di spiritualità e benessere nella relazione con la natura, sulla rivendicazione identitaria di culture altre non occidentali. Teatro, danza, performance e musica, 36 gli appuntamenti, tra i quali 7 produzioni e coproduzioni, 7 prime assolute, 12 prime nazionali, 5 concerti e dj set; il festival prosegue fino al 15 aprile.

Venezia

Il 7-9-11-13-15 marzo al Teatro Malibran buona occasione di vedere “Il trionfo dell’onore”, del grande settecentesco Alessandro Scarlatti, mai rappresentata a Venezia. Opera comica, si ispira vagamente alla figura di Don Giovanni, che rivive nel personaggio del giovane dissoluto Riccardo Albenori, interpretato da un soprano en travesti. L’opera riveste una grande importanza dal punto di vista storico-musicale perché pose le basi per un nuovo modello di opera buffa: con una struttura drammaturgica e musicale coerente anticipò Pergolesi e gli altri esponenti della grande scuola napoletana. Presenza speciale nel team creativo è Ugo Nespolo, che firma scene e costumi; dirige Enrico Onofri, regia di Stefani Vizioli.

Trionfo dell’amore

Roma

Il 5 al Parco della Musica bel programma con il Coro dell’Accademia di S. Cecilia, diretto da Andrea Secchi. Atmosfera francese, nell’interpretazione del non frequente “Requiem” di Gabriel Fauré, in una versione da camera più vicina all’idea originale del compositore. Apre il “Cantique de Jean Racine”, sempre di Fauré. Una certa affinità con questa musica si ritrova anche in “Nuages”, pezzo in prima esecuzione di Matteo D’Amico, scritto appositamente per il Coro e ispirato ai testi della poesia francese di fine Ottocento.

Coro di Santa Cecilia

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