Festival della canzone italiana
Voti e giudizi alle esibizioni da Rose Villain con Chiello a Shablo con Neffa
di Francesco Prisco
3′ di lettura
La serata delle cover è un po’ come «l’argomento a piacere» dell’esame di maturità. Una grande opportunità (anche se quest’anno non pesa nella classifica finale), ma anche un potenziale rischio. Il meglio e il peggio delle 26 esibizioni della serata delle cover nelle pagelle e nei giudizi di Francesco Prisco.
Rose Villain e Chiello, «Fiori rosa, fiori di pesco» 5,5
Lei precisissima (la canzone di Battisti, evidentemente, le piace molto), lui arrabbiato e dadaista. Il mix funzionerebbe anche, ma c’è un carico eccessivo di improvvisazione da parte dell’ospite che fa a cazzotti con quello che è uno standard quasi inviolabile della musica leggera italiana. Peccato.
Modà e Francesco Renga, «Angelo» 4
Se indossi un capo di 40 anni fa, sei classico. Se lo indossi di 20 anni fa, sei fuori moda. E se ti chiami Modà, la cosa rappresenta un problema.
Clara e Il Volo, «The Sound of Silence» 2
Prendi quel capolavoro di semplicità che Paul Simon scrisse, lo armonizzi a quattro voci e lo imbottisci di acuti. E sai perché? Perché non l’hai capito: la canzone si chiama The Sound of Silence e tu gridi come Figaro qua, Figaro là.
Noemi e Tony Effe, «Tutto il resto è noia» 6,5
Omaggio ar Califfo, coerente cor Califfo. Ahò. E il primo team-up tra due concorrenti della serata cover può dirsi riuscito.
Francesca Michielin e Rkomi, «La nuova stella di Broadway» 6
Lei mezza infortunata al pianoforte, lui in total black seduto alle sue spalle. L’obiettivo – la canzone di Cesare Cremonini – è alla loro portata. La sufficienza ci sta.
Lucio Corsi e Topo Gigio, «Nel blu dipinto di blu» 7
Un duetto con Topo Gigio lo aveva già fatto Valerio Lundini (su Brividi). Il contesto sanremese, tuttavia, dona solennità all’operazione. E Lucio ci mette un tocco di blues. Molto divertente.
Serena Brancale e Alessandra Amoroso, «If I ain’t got you» 8
Pezzo di Ailcia Keys incantabile per un buon 85% delle voci femminili in circolazione. Ma non per le due signore in questione. Interpretazione notevole. Questo deve fare Serena Brancale nella vita!
Irama e Arisa, «Say something» 8
Altro pezzo che richiede fondamentali notevoli, quello di A Great Big World e Christina Aguilera. Irama e Arisa ne escono benissimo, a testimonianza del fatto che per molti nostri cantanti il problema non sono certo le doti canore ma il repertorio.
Gaia e Toquinho, «La voglia la pazzia» 6
Questa è una delle nostre canzoni preferite. Adoriamo Toquinho da sempre e per Gaia – chiamata a fare la parte di Ornella Vanoni – il compito non doveva essere facile. Ne è uscita una cosa tutto sommato dignitosa.
The Kolors e Sal Da Vinci, «Rossetto e caffè» 4
Momento nemelodico del quale salviamo una sola cosa: la giacca del batterista ricavata da sciarpe del Napoli cucite tra loro. Vero è che la fede salva, ma non ne abusiamo.
Marcella Bella e Twin Violins, «L’emozione non ha voce» s.v.
Una delle cose che abbiamo meno capito al Festival di Sanremo di quest’anno è la partecipazione di Marcella Bella. Del pezzo in gara abbiamo già detto, la sviolinata della serata cover purtroppo non migliora il quadro d’insieme. L’omaggio al fratello Gianni, autore della canzone e presente in platea, è un momento da pomeriggio di Rai 2.
Rocco Hunt e Clementino, «Yes I know my way» 5,5
Si parte con il video della «benedizione ufficiale» di Pino Daniele ai due. La parte rappata ci potrebbe pure stare, quella cantata è ai limiti del karaoke. Ma l’immagine e la voce di Pino commuovono l’Ariston e suscitano la standing ovation.
Francesco Gabbani e Tricarico, «Io sono Francesco» 9
Bella l’idea di recuperare Tricarico e questa sua canzone che è importante parla a ciascuno di noi, perché parla di tutti noi. A un certo punto salgono i bambini sul palco, Tricarico si emoziona e noi con lui. Perché in fondo siamo tutti Francesco. Compreso chi scrive.
Giorgia e Annalisa, «Skyfall» 8.5
Ancora un pezzo incantabile, quello di Adele per la colonna sonora dell’omonimo film di 007. Annalisa è brava, Giorgia una forza della natura e nel confronto si esalta. Operazione di grande classe. Pubblico in piedi.
Simone Cristicchi e Amara, «La cura» 7.5
Si apre con il Salmo 51 in aramaico cantato da Amara, la cover di questo capolavoro della popular music purtroppo usurato da innumerevoli concertini matrimoniali. L’omaggio al Maestro è sentito, la performance riuscita.
Sarah Toscano e Ofenbach, «Overdrive» 5
Esibizione da festa dei 18 anni in discoteca.
Coma_Cose e Johnson Righeira, «L’estate sta finendo» 6
«La» canzone degli anni Ottanta parte bene, con un sontuoso arrangiamento orchestrale. Le aspettative si alzano. Poi arriva Johnson e l’effetto è un po’ villaggio vacanze. «L’estate sta finendo/ Sanremo sta finendo» ma comunque una sufficienza la scuce.
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