Settenote
A Spoleto il talento di Gino Negri, con tre divertenti atti unici degli Anni Cinquanta
di Angelo Curtolo
Isole in Festival, in questo scorcio d’estate. A Ischia ecco la 16a edizione del festival Jazz, che ci fa ascoltare in rapida successione tre delle maggiori tastiere italiane: Lorenzo Hengeller, qui anche cantante, con il suo Trio; Danilo Rea; e gran finale con Stefano Bollani. Anche all’Elba c’è una tastiera: è quella della regina della classica, Martha Argerich, e con lei altri grandi interpreti. A Spoleto invece riscopriamo il talento musicale e teatrale di Gino Negri (1919-1991).
Isola d’Elba
Dal 29 agosto al 13 settembre il 29° festival Elba Isola Musicale d’Europa. Ricordiamo in particolare la pianista Martha Argerich il 3 a Portoferraio al Teatro dei Vigilanti, nel Quintetto op. 44 di Schumann e nel Concerto per pianoforte, tromba e archi di Sostakovic, con I Solisti e con l’Orchestra del Festival; il violoncellista Mario Brunello l’8 e 9 con due programmi molto belli; il violinista Gidon Kremer il 29 e il 31.
Isola d’Ischia
Il 27-28-29 Piano & Jazz Ischia, all’Auditorium Carriero a Lacco Ameno. Apre il piano e la voce di Lorenzo Hengeller, in trio; il 28 il piano di Danilo Rea, in trio; e il 29 il piano di Stefano Bollani.

Spoleto (PG)
Dal 28 al 31 al Teatro Caio Melisso buona occasione di vedere, “Giorno di nozze”, “Vieni qui Carla” e “Il tè delle tre”, di Gino Negri, eleganti e originali atti unici di rara rappresentazione, caratterizzati dall’irresistibile verve teatrale del compositore, che ne curò anche i libretti. “Giorno di nozze”, del 1959, si sviluppa attorno alle riflessioni comiche e amare di una sola protagonista. Di tre anni precedente è “Vieni qui Carla”, su libretto tratto dagli “Indifferenti” di Alberto Moravia, dove la cifra espressiva si ritrova nel black humor di Negri.
“Il tè delle tre”, del 1958, è una farsa dedicata all’assurdo e al tragicomico. Dirige Marco Angius; regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi; con i giovani cantanti del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”. Negri dispiega il suo talento fra teatro da camera e cabaret, le musiche di scena, l’insegnamento, la pubblicità. Come nota Pizzi, “la sua voce spicca per originalità in un periodo, gli anni Cinquanta, di apertura e libertà, nel quale ogni musicista seguiva la propria strada, chi recuperando a suo modo i gloriosi modelli del passato, chi sperimentando strade nuove non ancora tracciate da alcun diktat ideologico.”
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