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Alla Basilica di S. Marco a Venezia torna la grande musica sacra

Settenote

A Milano due musical, “Sweeney Todd” di Sondheim; e la prima italiana di “The Book of Mormon”; a Napoli “La Cantata dei Pastori”

di Angelo Curtolo

Il milanese Teatro degli Arcimboldi apre una sala piccola, dove i telefoni si lasciano fuori: si inizia con “Sweeney Todd”, del grande Stephen Sondheim. Contemporaneamente nella sala grande è in scena, in prima italiana, “The Book of Mormon”, grande successo a Broadway e a Londra. Anche a Napoli è teatro musicale, ma tra profano e sacro: è la seicentesca “Cantata dei pastori”, spettacolo all’antica italiana, con due grandi attori, Peppe Barra e Lalla Esposito. Cambiamo atmosfera a Venezia, ma rimaniamo nel clima natalizio, con il Vespro di Natale (1675) di Natale Monferrato, nella Basilica di S. Marco.

Venezia

Il Teatro La Fenice da anni presenta il suo Concerto di Natale nella Basilica di S. Marco, con le voci della Cappella Marciana diretta da Marco Gemmani. Quest’anno il concerto è il 18. L’ensemble discende direttamente dall’antica formazione della Serenissima ed è stata la Cappella del doge per cinque secoli. Considerata tra i più antichi gruppi musicali professionali ancora attivi, ci trasporterà nella Venezia di fine Seicento, facendoci ascoltare il Vespro di Natale del 1675. La musica venne composta dal direttore di S. Marco, Natale Monferrato, figura importante perché oltre alla Basilica dirigeva il coro delle putte dell’Ospedale dei Mendicanti.

“Sweeney Todd”

Milano

Il 18 si apre una sala da 100 posti, phone-free, all’interno del Teatro Arcimboldi. E’ l’STM Studio, dove STM sta per Scuola del Teatro Musicale, con doppia sede, al teatro milanese e al Teatro Coccia di Novara. Mettono in scena uno dei migliori musical di un grande autore come Stephen Sondheim, “Sweeney Todd”, in italiano, repliche il 19-20-21 e 26-27-28.

Nella sala grande degli Arcimboldi è in scena fino al 21 un altro musical, “The Book of Mormon”, in inglese, per la prima volta in Italia; è una satira dei movimenti religiosi e della società contemporanea.

“La Cantata dei Pastori”

Napoli

Dal 19 dicembre al 4 gennaio al Teatro Trianon Viviani “La Cantata dei Pastori”, con Peppe Barra e Lalla Esposito. Alla fine del Seicento i gesuiti commissionarono all’abate Perrucci un testo teatrale che doveva contrapporsi – nel periodo Natalizio – agli altri spettacoli in concorrenza, piuttosto spregiudicati. Era una Napoli sensuale e irriverente, dove la gente disertava la Messa di mezzanotte della vigilia di Natale per andare a vedere spettacoli da baraccone. Tra Settecento e Ottocento il popolo la trasforma in un glorioso e gustoso pasticcio di sentimento religioso e teatro comico. Però in seguito la Cantata rimane appannaggio del clero e non esce dalle sagrestie. Nel 1974 il grande talento di Roberto De Simone la disseppellisce e la mette in scena con la celebre Nuova Compagnia di Canto Popolare; per poi riscriverla nel 1988. Peppe Barra, parte della Compagnia, tiene viva questa tradizione da più di quarant’ anni.

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